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lunedì 7 ottobre 2013

Librerie Provincie Cagliari

                  
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domenica 8 settembre 2013

La bandiera e il simbolo dei Quattro Mori / La bandera y el símbolo de los Cuatro Moros

 
 
La prima volta in cui il simbolo dei Quattro Mori comparve su un documento ufficiale, stando a quanto è conservato in archivi e musei, risale al 1281: si tratta di sigilli in piombo della cancelleria aragonese, apposti su testi nel periodo in cui era re Pietro III detto ”il Grande”.
 
Si ha ragione di credere che questo simbolo sia stato concesso alla nostra Isola soltanto nel 1379, dopo l’annessione del Regno di Aragona con Castiglia e della Sardegna alla Confederazione della Corona d’Aragona (Stammario di Gerle). Documenti risalenti al 1590 lo fanno apparire come stemma del Regno di Sardegna: un ovale con una croce rossa in campo bianco e le teste di quattro mori bendati in fronte. Col passare dei secoli, ha subìto qualche variazione ma, nella sostanza, è rimasto lo stesso.
 
Sulle origini si è molto discusso e ancora si discute. Alcuni studiosi ipotizzano che sia nato nel 1096, quando il re Pietro I d’Aragona vinse la battaglia di Alcoraz contro i Saraceni (popoli musulmani). Secondo una leggenda, durante la sanguinosa battaglia sarebbe apparso un cavaliere vestito di bianco e una croce rossa sul petto, che avrebbe messo in fuga i Saraceni terrorizzati: si sarebbe capito soltanto dopo che si trattava di San Giorgio, il quale avrebbe lasciato sul campo di battaglia le teste mozzate dei quattro re Saraceni sconfitti.
 
Nel Settecento, il simbolo mostrò i Quattro Mori con le bende calate sugli occhi, e così rimase sino a quando, con la legge regionale n° 10 del 15 Aprile 1999, si è stabilito che i Quattro Mori debbano avere la benda sulla fronte e siano voltanti a destra, e non più a sinistra.
 
 
 

giovedì 5 settembre 2013

Cagliari, l'inaspettata

La porta sud della Sardegna sorge sulle rovine della Karales di fondazione fenicia (siamo nel VI secolo a.C.); poi arrivarono i cartaginesi, i romani, i vandali, i bizantini, i pisani, gli aragonesi… Ma i suoi lunghi secoli di storia non spaventino: come nella migliore delle tradizioni delle città mediterranee, Cagliari si rivela come urbe in fieri, dall’identità in continua fase di ridefinizione e dalla vita sociale e culturale molto vivace; si può dunque percorrerla per i suoi sette colli alla ricerca delle sue origini e della sua storia, o godersi gli svaghi che offre sia di giorno che di notte anche nei mesi invernali, grazie al suo clima particolarmente favorevole alla vita sociale all’aperto, mentre la sua posizione strategica la rende un’ottima base per girare il sud dell’isola, da Capo Carbonara all’Iglesiente, .
 
Come molti altri porti del Mediterraneo, Cagliari ha subito pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale ma, pur conservando l’aspetto di una città moderna, la vista dal mare delle antiche torri e dei bastioni del centro storico offre ancora suggestioni particolari.
 
Sebbene frequentata da molti turisti soprattutto come città di passaggio all’interno di un giro più completo dell’isola, o in gite giornaliere per staccare dalla routine di mare e sole delle località turistiche del sud, Cagliari merita ben più di una visita superficiale; concedetele almeno tre giorni, perché le cose da scoprire sono davvero tante e sicuramente non vi annoierete.
 
Da vedere a Cagliari:
 
Quartiere Castello
» Castello
» Museo Archeologico Nazionale
Quartiere Marina
» Marina
Quartiere Stampace
» Anfiteatro Romano
» Gli Stagni
» Necropoli di Tuvixeddu
» Grotta della Vipera
» Stampace
Quartiere Villanova
» Mercato Civico di San Benedetto
» Villanova

http://www.cagliari.at/web/it/cagliari/index.html

mercoledì 28 agosto 2013